• Buttered Bacon Biscuits - From the Solitary Woods
  • Witchwood - Litanies from the Woods
  • Witchwood - Handful of Stars
  • Ancillotti - Strike Back
  • Fil di Ferro - Remastered Cd + Patch Offer
  • Vis - Vis et Deus

RAFF
"Raff"

  • 1. RAFF FORCE COMMANDOS
    2. RUNNING LIKE HELL
    3. I TRUST
    4. ROCKER
    5. LIVE IT LOUD
    6.WATCH IT
    7. DREAMER
    8. SIGNAL FROM HELL
    9. ALL FOR ONE (I WANT YOU NOW)
    10. DRIVEN MAD
    11. GATES OF FORTUNE
    12. ROCK THE WORLD (Bonus Track
    )
"al suo interno convivono egregiamente l’onda lunga dell’Hard anni settanta e l’euforia dell’HM tout court degli Eighties,
quello accompagnato dalla sana esplosione di violenza
sonora che segnò un’epoca e che ancora oggi permane a
livello di caposaldo"  — True Metal
 

RAFF, FINGERNAILS, ASTAROTH, ITALIAN METAL, IRON MAIDEN, NWOBHM
CD : 12,00 € 7,20 €
DIGITAL DOWNLOAD (High Quality Wav) : 4,99 €
RAFF, FINGERNAILS, STRANA OFFICINA, IRON MAIDEN, MOTORHEAD, SAXON
raff, t.i.r. heavy metal, astaroth, strana officina
 

Per chiunque abbia vissuto a Roma in presa diretta l’epoca aurea dell’Heavy Metal, la magnifica decade, gli anni 80 insomma, i Raff rappresentano molto più di una semplice band di valore. La loro sala prove in Via degli Zingari, nel cuore della Città, è stata per quasi un decennio il punto di ritrovo di pressochè tutti i metallari capitolini. Non dimenticherò mai il giorno che vi misi piede per la prima volta, adolescente alle prime armi, condottovi da un passaparola carbonaro; da allora, quasi ogni sabato pomeriggio, la tappa alla cantina dei Raff diventò un irrinunciabile rito pagano, da svolgere subito dopo le imprescindibili trasferte nei negozi di dischi. Armato delle immancabili buste di Revolver o Disfunzioni, troppo giovane e timido anche soltanto per rivolgere la parola a quei quattro eroi che ai miei occhi rappresentavano quanto di più vicino potesse esserci ad una Rockstar, attentissimo a seguire i veri e propri concerti che venivano improvvisati in quell’umido ambiente sotterraneo, mentre lì fuori, sul muretto della piazza, Mototopo teneva banco con i suoi lazzi, The Hellion portava la sua fanzine ciclostilata e l’indimenticabile Baffo, il papà di tre generazioni di metallari romani, raccontava dei suoi viaggi a Londra e delle rutilanti serate al Marquee. Eppure c’è stato a lungo qualcosa di irrisolto nella loro parabola, un latente senso di malinconica incompiutezza ha accompagnato per anni il loro ricordo: come spiegare, a chi a Roma non ha vissuto, che i Raff sono davvero uno delle migliori band italiane di Heavy Metal? Come giustificare un’affermazione così perentoria ed impegnativa, quando le poche tracce ufficiali lasciate ai posteri sono solamente un pugno di brani, non propriamente i loro migliori, incisi sull’omonimo ep autoprodotto del 1985, giusto qualche mese dopo l’apparizione sulla seminale compilation ‘Metallo Italia’ con il brano ‘I Trust’? È necessario riavvolgere il nastro e tornare indietro fino al 1976, quando Chris e Fabiano (detto ‘Master’) Bianco formano a Milano i Trancefusion, una delle prime formazioni punk italiane, che nonostante alcune terremotanti esibizioni live e l’interesse di Maurizio Arcieri dei Krisma non riescono ad approdare all’esordio discografico, per quella che si rivelerà una triste costante nella carriera dei nostri. Due anni dopo, i fratelloni sono a Roma,  e con il cantante Vittorio Zammarano ed il chitarrista  Lucio Cillis suonano di spalla  agli Area, ai Decibel di un giovanissimo Enrico Ruggeri e ad Eugenio Finardi, in un Palaeur gremito.   Con  l' ingresso di Fausto Donato  e su suggerimento di Elio Ciccio Donato, storico giornalista musica de La Repubblica, il gruppo cambia nome in  The Raff, e a band intraprende un sound decisamente  piu' metallizzato.   La EMI li nota e finanzia la registrazione di quattro brani, il contratto è pronto ma stavolta sono i ragazzi a stracciarlo, non accettando l’imposizione del cantato in italiano. Nel 1980, Zammarano lascia, e Chris passa dietro al microfono; con questa line-up aprono per Ramones e Tom Robinson's Sector 27, mentre un giovanissimo Vasco Rossi gli fa da ‘support act’ a Viareggio. L’anno dopo è Cillis a salutare, avvicendato dall’ axeman inglese Clive Wisbey, con il quale le cose si fanno ancora più serie; i Raff infatti dividono il palco con i Gillan  e soprattutto con gli Iron Maiden, che accompagnano lungo il tour italiano nelle date di Padova e Milano!  Una foto d’epoca ritrae Bruce Dickinson con una spilla dei Raff sul giubbotto di pelle, e sulla recensione del concerto dei Maiden su Ciao 2001 i Raff vengono segnalati come una promettente band d' oltremanica! Con Gianni Russo al posto di Clive, i Raff concepiscono alcuni dei loro brani più storici, che in seguito all’abbandono di Fausto vengono rielaborati in chiave decisamente più heavy. Siamo nel 1983 e il gruppo registra il sospirato full length, e durante l' incisione subentra Bruno Vagnarelli al basso (l’unico musicista dotato del carisma sufficiente per spezzare il binomio ritmico composto da Chris e Master).   Ma quella che sembra l’occasione propizia per far girare il loro nome oltreconfine naufraga assieme all’estemporanea King Steve Records, una delle tante improvvisate entità, ai limiti del cialtronesco, che in quegli anni tarpano le ali a fin troppi valenti musicisti metal della penisola. Per certi versi, l’inizio della fine va ricercato proprio in quella cocente delusione, l’abortito tentativo di cristallizzare su vinile ‘Driven Mad’, ‘Dreamer’, l’anthem ‘Raff Force Commandos’ e tutti i piccoli grandi classici del gruppo, che rimarranno per anni scolpiti nella memoria dei fortunati aficionados capitolini, ma mai ufficialmente incisi. Certo, negli anni a seguire si registreranno avvenimenti importanti: il ritorno di Fausto al posto di Gianni, la pubblicazione dell’ep, due tour americani svolti dai fratelli Bianco e da Fausto (i Raff  quasi al completo insomma) come membri dei Raw Power, l’indimenticabile apparizione allo ‘One Heavy Day’ del 1985 accanto a Venom, Exodus e Atom Kraft. Gli ultimi fuochi sono legati all’ennesimo cambio di chitarristi, un’abitudine che fa dei Raff quasi la risposta italiana ai Thin Lizzy, con l’effimero passaggio nei ranghi della band dell’ottimo Daniele Macchi e di Max Annibaldi, e lo scioglimento del 1988, ufficialmente ratificato dalla line-up dell’ep (Chris, Master, Bruno e Fausto) al Piper il 28 gennaio, anche se in realtà i Raff si concederanno l’ultimo urrà all' Esperimento Club  tre mesi più tardi. Chris suonerà nei Fingernails dell’amico Maurizio Bidoli, che restituirà il favore molti anni più tardi, partecipando alla reunion dei Raff nel 2001/2002, culminata con una scintillante performance, con Anthony Drago alla voce, di spalla agli Uriah Heep. Poi, dopo qualche sporadica apparizione con il cavallo di ritorno Gianni Russo, arriviamo ai giorni nostri: gli immarcescibili fratelloni, così disincantati a parole e così determinati nei fatti, mettono assieme una nuova, agguerritissima incarnazione dei Raff, in versione power-trio con l’ex-Tanatos Tony Arcuri, uno dei più preparati chitarristi romani, a completare una delle migliori versioni della band. E quando ormai eravamo rimasti davvero in pochi a crederci, finalmente l’anima di ‘Gates Of Fortune’, l’album fantasma del 1983, rivive tra questi solchi: non, sia chiaro, la riesumazione nostalgica di nastri impolverati e ormai irrimediabilmente consunti, ma registrazioni nuove di zecca, con l’ugola di Chris ed il suo basso pulsante in forma come non mai, mentre Fabiano corre come il vento sulle ali del suo celebre doppio pedale, e Tony grattugia riff e cesella assoli come se non ci fosse un domani, con la spericolata naturalezza di colui che queste canzoni le ha ascoltate all’epoca in quella sala prove. Male che vada, questo disco vi regalerà 40 minuti di grande Heavy Metal: ma tra questi solchi c’è qualcosa in più, la chiusura di un cerchio, il dissiparsi di quel senso d’irrisolto di cui si parlava prima. Adesso possiamo dirlo, è valso la pena aspettare trent’anni: i Raff sono tornati fra noi. (Giovanni Loria / Classix! & Classix Metal Magazine)

For whoever lived in Rome the experience of the golden age of Heavy Metal, the magnificent decade of the '80s, The Raff represent much more than a simple rock band.  Their rehearsal room in Via degli Zingari, right in the heart of the Capital, was for almost ten years the meeting point of just about every single Roman metal kid!   I' ll never forget the day I stepped in the place for the first time:   just a teenager at the beginnings, brought there  by the feverish word of mouth.    Since then, almost every Saturday afternoon, a stop at the Raff's cellar became a fundamental pagan ritual,    right after having made the usual stops at the local record stores.  Always armed with  bags  from Revolver or Disfunzioni,  too young and shy to even simply exchange a word with those four heroes, who to my eyes seemed the closest thing  to what a rockstar could be,  and always ready to attend their rehearsals, which would eventually turn into a concert!  In the meanwhile, in the piazza, Mototopo would hold his lectures, the Hellion would bring out his stenciled  fanzine, and the unforgettable Baffo, father of three generations of roman metal heads, would talk about his trips to London and the flamings gigs at the Marquee.   And yet, there was something missing in their journey.  A sad touch of incompleteness has always surrounded the band:  how can you explain to someone who didn't live in Rome, that the Raff  were really one of the best italian heavy metal bands?   How can we justify such an authoritive and  distinct statement when the few official tracks released are just a handful of songs, and surely not the best, recorded on the EP self-produced in 1985 just a few months after the appearance on the compilation “Metallo Italia” with the song “I Trust”?   We need to rewind the tape and got back to 1976, when, in Milan,  Chris and Fabiano “Master”  Bianco form  Trancefusion, one of the first italian punk bands.  Despite various explosive live sets and the interest of Maurizio Arcieri  from Krisma, they don't reach their recording debut, for what will later turn out to be one the recurring sad point in their career.  Two years later, the Bianco brothers move to Rome and with the Vittorio Zammarano on vocals and Lucio Cillis on guitar they play as opening act for Area, Enrico Ruggeri's Decibel and Eugenio Finardi in a packed  Palaeur.   With the entrance of Fausto Donato and the advice of  Elio Ciccio Donato, a notorius music journalist of  La Repubblica, the band changes its name in The Raff, and  changes to a   more heavy metal sound.   EMI notices them and finances the recording of four tracks.  The contract is ready, but this time it's the band that refuses to sign, not accepting the fact that the label wants them to sing in italian.    In 1980, Zammarano leaves the band, and Chris takes up vocals.  With this line-up they will open for The Ramones,  Tom Robinson's Sector 27, and for various tour dates of a young Vasco Rossi.  The next year it's Cillis' turn to say goodbye, and he is replaced by the english  axeman Clive Wisbey, with whom things get even more serious.  In fact, The Raff share the stage with Gillan and especially with  Iron Maiden, for whom they open the italian tour dates in Padova and Milan.  A picture of the time portrays  Bruce Dickinson with a Raff pin on his leather jacket, the same that he wears  on the Number of the Beast, and an article published by Ciao 2001 regarding the Milan gig with Iron Maiden, describes the Raff as being a promising overseas band!   With Gianni Russo, who has in the meanwhile replaced  Clive,  the  Raff come up with their most historical songs, which, after Fausto leaves, are rearranged  in a heavier sound.   By 1983, the Raff  finally records its first full length, and during the sessions the bassist Bruno Vagnarelli joins the band, being the only musician with enough charisma to break the historical rhythm section of the Bianco brothers.   But what seemed to be the right chance to make the band's name known outside of Italy, remains a dream,  thanks to the  improvised  King Steve Records, one of the many   fake labels which in those years cut the wings and the hopes of various bands throughout the country.   In a certain sense, the beginning of the end starts right then:  the failed attemp to release ‘Driven Mad’, ‘Dreamer’, the anthem ‘Raff Force Commandos’ and all those small but great classics of the band that will live forever  in the memory of the lucky aficionados that witnessed them.   In the following years, important things will happen:   such as Fausto's return replacing Gianni, the release of the EP, two North-America tours with the Bianco Brothers and Fausto as members of Raw Power, the unforgettable set in 1985 at “One  Heavy Day’ with  Venom, Exodus and Atom Kraft.  The last sparks are linked to the nth change of guitarists, a habit which almost makes the Raff the italian version of  Thin Lizzy, with the enrollment of the excellent  Daniele Macchi and  Max Annibaldi, and to the official goodbye concert at the Piper Club on the 28th of January of 1988, with the line-up from the EP (Chris, Master, Bruno and Fausto).    Even though the Raff will grant themselves a last hurrah gig at the   Esperimento Club  three months later.   Chris will play on the debut album of  Fingernails, of the Raff's long time friend  Maurizio Bidoli, which will return the favor several years later, joining the Raff for the reunion in 2001, together with Anthony Drago on vocals.   The band plays several clubs in Rome, and reaches the maximum level opening for Uriah Heep.   After those appearances, along with Gianni Russo on guitar, we jump right to these days.   The everlasting brothers, so disappointed yet so determined, put together a new, fiery reincarnation of the Raff in a power-trio version with the ex Tanatos  Tony Arcuri, one of the most prepared guitars in Rome, giving life to one of the band's best line ups ever .   And when nobody was hoping for it anymore, finally the heart of  ‘Gates Of Fortune’, the ghost album of 1983, lives in these songs.   Be it clear that this is not a nostalgic exhumation of dusty tapes which are probably completely useless by now,  but new recordings.  With Chris's vocals and his throbbing bass better than ever, with Master running like the wind on the wings of his famous  double pedal, with Tony grinding riffs and solos, of the songs he had learned years back in that cellar,  as if there was no tomorrow!   At worst, this record will treat you to 40 minutes of great  Heavy Metal:  but in these tracks there is something more.  It's the squaring of a circle, the end of that sense of challenge and revenge which we talked about before.  Now we can say it.  It was worth waiting thirty years:  the Raff are back amongst us.   (Giovanni Loria / Classix! & Classix Metal Magazine)
 
 
 
 
 
 
 
 
You might find interesting also:
STRIKE, BACK IN FLAMES, VANADIUM ,STRANA OFFICINA, CRYING STEEL

STRIKE

Back in Flames
 
STRANA OFFICINA, VANEXA, DEATH SS, BULLDOZER, ADRAMELCH

STRANA OFFICINA

Strana Officina
 
unreal terror, the black, mario di donato, heavy metal, iron maiden

UNREAL TERROR

Hard Incursion      
 
 
Share on Twitter
Share on Facebook
Forward to Friend
   

Developed by Andrea Guerzoni